Pages Menu
TwitterRssFacebook

DEFINIZIONI

RIFORME

MONITORAGGIO

ATTUALITÀ

Che cos’è il debito pubblico

Il deficit si crea quando in un anno si spende più di quanto si incassa. Il debito è la somma di tutti i deficit annuali

Pressione fiscale

Prelievo fiscale medio sul reddito dei cittadini

Riforma sul patrimonio

Valorizzare immobili e partecipazioni finanziarie e venderne una parte per fare cassa e diminuire il debito pubblico

Riforma sulle partecipate

Ridurre il numero da 8.000 a 1.000. Risparmiare almeno 3 miliardi di sprechi

Derivati: cosa sono e come li usa lo stato

Da strumenti di protezione a strumenti di distruzione. Una bomba ad orologeria con 42 miliardi di perdite

Accise: il bancomat dello stato. E il cittadino paga

Le tasse sulla benzina: per ogni litro di carburante più di 1 euro se li prende lo Stato

Perché dobbiamo stare attenti alla Grecia

Il debito greco con l’Italia è cresciuto del 500% in 5 anni. L’Italia ha prestato 61,2 miliardi di euro

Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il gen 16, 2013 in Attualità, Lavoro e Imprese | 0 commenti

Anno nuovo, nuove tasse e l’impresa paga

Anno nuovo, nuove tasse e l’impresa paga

Pubblichiamo questo articoli scritto per il nostro sito da Luca Bondioli, imprenditore e Presidente dell’ADICI (Associazione Distretto Calza e Intimo)

La messa in sicurezza dei conti pubblici continua a passare solamente attraverso l’inarrestabile aumento della pressione fiscale. Le aziende sono già stremate da diversi anni ormai di congiuntura economica negativa. Ora si vedono caricare ulteriormente di pesi che non sono più in grado di sopportare.

I fattori produttivi classici, terra, lavoro e capitali sono intaccati a fondo da IMU, cuneo fiscale e tassazione sui redditi di impresa oramai a livelli intollerabili. La sede aziendale non è più vista come indispensabile luogo idoneo e di superficie adeguata dove poter produrre al meglio, ma come un lusso che le aziende si concedono e sul quale è giusto dunque che paghino un’imposta salata. I nostri dipendenti sono mortificati da buste paga che al netto sono leggere, mentre al lordo costano alle aziende cifre pesanti.

I capitali per rilanciare gli investimenti, necessari per mantenersi competitivi sui mercati, non vengono più dai profitti aziendali. Anche se presenti ante imposte vengono infatti ridotti drasticamente e quando si arriva all’ultima riga del bilancio, quella che tutti gli imprenditori vorrebbe sempre riportasse un utile  a quel punto purtroppo ripulito da una enormità di imposte è netto di nome e di fatto. Se non ce ne fosse già abbastanza ecco la notizia di un nuovo aumento dell’IVA programmato.

Una notizia del genere non aiuta i consumatori a pensare positivo e con fiducia al futuro, ma consiglia di limitare gli acquisti al minimo indispensabile, per prepararsi a tempi ancor più difficili. Per le aziende l’impatto ancora una volta sarà principalmente sui costi energetici e di trasporto, già aumentati e di molto negli ultimi tempi,facendoci perdere ancora competitività. Si potrebbe accettare aumento dell’iva solo con una forte riduzione del cuneo fiscale.

Condividi

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS
  • Print

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito utilizza cookie. Continuando la navigazione se ne autorizza l'uso.
Ulteriori informazioni
Ok
Email
Print