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Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il giu 13, 2015 in Debito e spesa pubblica, Monitoraggio, Primo Piano, Senza categoria | 0 commenti

Debito enti locali: i buoni e i cattivi

Debito enti locali: i buoni e i cattivi

Del debito pubblico si parla spesso; un po’ meno di quanto gli enti locali contribuiscano ad aggravare il bilancio: si tratta di 120 miliardi, metà dei quali dovuti a prestiti accesi dalle regioni. In questo articolo andremo a vedere quali sono le regioni più indebitate e in che modo tutto questo pesi sulle tasche di ogni singolo cittadino.

“Centoventi miliardi” questa è la somma che gli enti locali hanno speso senza averne le risorse; è quello che risulta da un rapporto del Dipartimento del Tesoro sui dati di fine 2014. Ma iniziamo con il dare una misura a questa cifra: quanti sono 120 miliardi, sono tanti o pochi?

Un buon politico potrebbe dire che, considerati i 2.170 miliardi di debito pubblico, il debito regionale è di fatto una somma abbastanza contenuta: solo il 5,5%. Ma se andiamo a rapportare questa cifra al denaro che esce dalle nostre tasche scopriamo che 120 miliardi:

  • Corrispondono a 2.400 milioni di banconote da 50 euro.
  • Se mettessimo in fila queste banconote avremmo un serpentone lungo 336.000 chilometri; quasi 1 volta la distanza tra la terra e la luna o se preferite pari a 570 viaggi Roma-Milano, che un Frecciarossa riuscirebbe a coprire solo in 70 giorni.

Queste le grandezze in gioco e immaginate il risultato se avessimo dovuto prendere le misure al debito pubblico italiano: una somma venti volte più grande.

ripartizione debito enti locali

Ma tornando ai nostri 120 miliardi vediamo come sono composti: la metà è a carico delle regioni, 50 miliardi se li spartiscono in egual misura comuni capoluogo e non capoluogo, 8 miliardi sono di competenza delle province e la rimanenza di un miliardo e mezzo si frammenta in una miriade di comunità montane, unioni di comuni e altre amministrazioni.

debito enti locali

Se però passiamo a vedere la distribuzione geografica di questo debito possiamo notare che il Lazio da solo contribuisce per 27 miliardi, oltre un quinto del totale, a seguire il Piemonte e Campania con 16 miliardi, Lombardia con 12 e Sicilia con 9. Morale, sono sufficienti queste 5 regioni per arrivare a 80 miliardi di debito: i due terzi del totale.
Umbria, Trentino Alto Adige, Basilicata, Valle d’Aosta e Molise sembrerebbero essere le più virtuose; ma attenzione alle apparenze visto che si tratta di regioni di modeste dimensioni.

Debito medio per abitante

Infatti se andiamo a valutare il debito per abitante, la regione più spendacciona è la Valle d’Aosta con un debito di 5 mila e 600 euro per abitante, segue il Lazio con 4 mila e 400, il Piemonte con 3 mila e 600, la Campania con 2 mila e 700. Tutte le altre regioni restano vicine o inferiori alla media di 2.000 euro per abitante.
Se si osserva quindi il debito degli enti locali, come carico per ciascun cittadino, la ripartizione lungo lo stivale è a macchia di leopardo e colpisce sia nord che sud, regioni a statuto ordinario e a statuto speciale.
Resta il fatto che anche il debito regionale abbia raggiunto cifre di tutto rispetto e non si capisce per quale motivo il suo contenimento non debba essere degno di figurare in un programma elettorale.

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