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Scritto da il nov 22, 2019 in Attualità, Primo Piano | 0 commenti

Ecco cos’è (davvero) l’Alternative für Deutschland

Ecco cos’è (davvero) l’Alternative für Deutschland

“We are liberals and conservatives. We are free citizens of our nation. We are staunch supporters of democracy”.“Siamo liberali e conservatori. Siamo liberi cittadini della nostra nazione. Siamo convinti sostenitori della democrazia”. È scritto, nero su bianco, nelle pagine di presentazione del manifesto politico dell’Alternative für Deutschland, il partito di destra che sta facendo il pieno di voti in Germania (specialmente in quella dell’Est, ex comunista)

Ecco, ma l’AfD è così estremista come viene descritto dei media mainstream? Leggendo il programma, infatti, emerge un’altra realtà che fa riflettere.

“Come cittadini liberi crediamo nella democrazia diretta, nella separazione di poteri, nello Stato di diritto, nell’economia sociale di mercato, nella sussidiarietà, nel federalismo, nei valori familiari, nel patrimonio culturale tedesco fatto di democrazia, libertà, valori comuni e tradizione storica”. È sempre scritto nelle novantasei pagine del programma dell’AfD. Così come il seguente impegno: “Noi dell’AfD abbiamo un atteggiamento aperto verso altre nazioni e culture, ma desideriamo essere, e rimanere, tedeschi. Per questa ragione continueremo a impegnarci nel conservare la nostra cultura cristiana occidentale, mantenendo la nostra lingua e le nostre tradizioni in modo pacifico e democratico”.

Partendo da uno Stato nazionale sovrano che faccia gli interessi del popolo tedesco, ecco allora l’obiettivo a livello comunitario: “Creare un’Europa sovrana con Stati nazionali democratici, uniti in pace, con autodeterminazione e nel nome del buon vicinato”. Il che pare essere ragionevole.Oltre che rappresentare un’idea di Europa probabilmente più funzionante rispetto all’Unione attuale.

Certo, ci sono tutti i presupposti per considerare l’Alternativa per la Germania un partito di destra-destra, ma urlare nervosamente e ossessivamente al nazismo o al fascismo (con in tanto fanno qui in Italia contro la Lega e Fratelli d’Italia) pare francamente essere un fazioso quanto voluto abbaglio, per spaventare l’opinione pubblica. Spieghiamo: scrivere su certi giornali o dichiarare più non posso in televisione “Aiuto, ecco l’avanzata dell’onda nera” è il modo dell’establishment (adottato da tempo) per screditare le destre, dimenticandosi di interrogarsi sul come e sul perché questi partiti stanno facendo incetta di voti, un po’ ovunque nel Vecchio Continente.

L’Alternative für Deutschland è una realtà che già da anni la macchina mediatica si è premurata di etichettare come fascista, nazista, estremista e xenofoba, osteggiandola quotidianamente, senza però riuscirci: le recentissime elezioni in Turingia lo testimoniano, visto che AfD ha preso il 23,4% (nel 2014 era al 10,6%). Lo stesso è accaduto in Brandeburgo, mentre in Sassonia l’Afd è volata al 27% delle indicazioni di voto.

La politica delle porte aperte attuata da Berlino ha permesso ai sovranisti di conquistare la fiducia di un elettore su quattro, divorando voti alla Cdu di Angela Merkel. Specialmente nelle regioni dell’Est, della ex DDR, dove la crisi migratoria è percepita e vissuta come un’emergenza sociale assoluta. L’AfD, insomma, cresce perché si oppone alle politiche pro migranti della Cancelliera, osteggiando duramente l’immigrazione di cui il territorio teutonico è preda. E di cui sempre più tedeschi sono stufi. Ma c’è dell’altro. L’Afd si fa promotrice di una visione nuova della società tedesca, a partire proprio dalla democrazia diretta e dai referendum, che donano ai popoli la libertà, quella vera, di prendere effettivamente parte alle decisioni governative.

Il partito aumenta nei consensi anche perché si dichiara per la democrazia diretta, sul modello della Svizzera. Già, perché c’è uno strano Paese nel cuore del Vecchio Continente che permette ai propri cittadini di votare anche quattro volte in un anno, consentendo loro esprimersi sulle riforme federali. Uno strano Paese che dà alla popolazione l’ultima parola, e anche qualcosa di più: la possibilità – concreta e reale – di far valere le proprie istanze e di bocciare senza appello alcune leggi. Uno strano Paese in cui qualsiasi cittadino, a patto di raccogliere 50mila firme in cento giorni, può richiedere un referendum – pro o contro il mantenimento di una legge – da sottoporre al volere del popolo. Inoltre, con 100mila firme si può richiedere la revisione parziale o totale della Costituzione. Costituzione che prevede che alcune materie debbano essere necessariamente sottoposte al voto dei cantoni e della popolazione.

Ed ecco allora la proposta politica “svizzera” dell’AfD: “Il popolo tedesco dovrebbe avere il diritto di voto sulle leggi emesse dal Parlamento […] Lo stesso elettorato potrebbe avviare nuovi progetti di legge e proporre modifiche alla Costituzione”. E ancora: “La Carta Costituzionale non può essere modificata e nessun trattato internazionale può essere stipulato e firmato dal governo tedesco senza l’approvazione finale del popolo tedesco”. Insomma, istanze del tutto democratiche. E forse è proprio questo il boccone indigesto per gli alti papaveri Ue, sempre pronti a intervenire a gamba tesa negli affari interni dei Paesi membri, decidendone i governi e le politiche economiche. L’Italia lo sa fin troppo bene…

“Senza previa approvazione da parte del popolo tedesco, sarà bloccata la cessione della sovranità nazionale all’Unione Europea e alle altre istituzioni”. Così L’Alternative für Deutschland lancia la sfida all’establishment europeo. In attesa di quel 2021 in cui terranno le elezioni federali in Germania, in cui l’AfD sogna di imporsi come prima forza politica tedesca.

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