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Scritto da il ott 4, 2019 in Attualità, Primo Piano | 0 commenti

Francesco Forte: “M5s e Pd vivacchiano, l’Ue ci governa”

Francesco Forte: “M5s e Pd vivacchiano, l’Ue ci governa”

“Un governo dell’immobilismo, che ci ha consegnati all’Europa”. Francesco Forte picchia duro contro l’esecutivo giallorosso e la sua pochezza di idee. L’economista analizza causticamente le due forze politiche – “una fa solo alleanze con grandi gruppi e multinazionali, l’altra vive sulla teoria di Rousseau e sulla decrescita felice” – e prospetta disastri economici all’orizzonte.

Professor Forte, cosa ne pensa dell’agenda economica giallorossa?
È molto vaga e propagandistica: contiene molti programmi irrealizzabili. E lo sanno pure loro, in primis. Infatti, non è tuttora noto come il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e quello del Mise Stefano Patuanelli, giusto per citarne due, pensino di risolvere i problemi italiani. L’unica cosa chiara, che si è capita, è che “non c’è trippa per i gatti”.

Ci spieghi.
Da Monti in poi, per non parlare dell’allora disastroso governo Renzi, abbiamo sforato in tutti i modi i parametri europei – oltre quelli che i mercati internazionali possono considerare accettabili – facendo sempre spese di consumo e mai di investimento, aumentando le imposte dirette. Insomma, non è mai stato favorito lo sviluppo economico, bensì distrutto. Ed ecco il risultato: abbiamo un sempre più elevato debito pubblico e un disavanzo tendenziale di bilancio molto notevole, anche al netto delle clausole di salvaguardia, che valgono circa 15 miliardi di euro per il loro disinnesco riguardante l’Iva e le accise. Quindi, al massimo, si potrà arrivare a un rapporto deficit/Pil del 2,1%, anziché dell’1,7%.

Ora come ora Il debito pubblico è al 134,8% del Pil e la crescita è zero…
Probabilmente, durante l’anno il deficit scenderà un po’, ma siamo sempre sul 130% e abbiamo una crescita appunto ferma al palo: se va bene, nel 2019, arriviamo a +0,1 o 0,2%. E l’anno prossimo è previsto un sempre risicato 0,3%-0,4%.

E le tasse? Aumenteranno?
Sì, avremo un bilancio i cui si aumenteranno le imposte indirette e dirette. Per colpa di una non-politica economica di un governo M5s-Pd che non ha alcun orientamento di politica industriale rispetto ai problemi urgenti del Paese. Cosa gravissima, perché di fatto blocca gli investimenti, già tenuti congelati dalla normativa giuridica inventata dal Partito Democratico per cercare, in modo puerile, le infiltrazioni mafiose: nessun mafioso è così scemo di apparire nei contratti d’appalto, perché se è coinvolto compare dopo, mica prima…

Si riferisce al codice degli appalti varato dai dem nel 2016?
Assolutamente, è un freno alla crescita. La procedura d’appalto è estremamente macchinosa, per non parlare dei controlli. E così le opere pubbliche – piccole, medie e grandi che siano – rimangono ferme. Prima, almeno, c’era la Lega che voleva dare un’accelerata ai cantieri, evitando tutte queste procedure. Ora, invece, i giallorossi tirano insieme il freno a mano. Per non parlare poi delle loro titubanze sulle risorse petrolifere e di gas. E lo sa il motivo?

Lo immagino: l’inquinamento?
Esatto! I giacimenti nello Jonio – che sono enormi e potrebbero essere fonte di grande ricchezza – sono bloccati perché per loro queste risorse inquinano. E allora non sfruttiamo questo tesoro, con tanto di mancato introito, occupazione e crescita.

Insomma, sta dicendo che siamo in balia di un governo del non-fare?
Beh, l’esecutivo è fatto da un partito, il Pd, che fa solo alleanze con grandi gruppi e multinazionali; e da un altro, il Movimento 5 Stelle, che vive sulla teoria di Rousseau e sulla decrescita felice. Il risultato economico e fiscale come fa a non essere negativo?

Sul lungo-medio periodo, quali possono essere le conseguenze di un malgoverno del genere?
Quelle di rendere il Paese sempre più fragile, consegnandolo ulteriormente all’Europa. Già adesso, sostanzialmente, l’Italia è commissariata in modo, diciamo, garbato. La nomina di Gualtieri al Mef e la nascita stessa di questo governo, nato con la benedizione degli alti papaveri Ue, ne sono la prova.

Però non è che con il commissariamento si risolvono i problemi della mancata crescita…
Già, perché forse non ne sono proprio capaci. La nostra situazione attuale e futura – per tornare alle conseguenze di questo esecutivo giallorosso – sarà di debole crescita, di occupazione fittizia (in cui si riducono le ore lavorate) e di lavoro in nero. Credo che nei prossimi mesi vivacchieremo, poi Renzi staccherà la spina e si tornerà a votare.

Quando lo farà?
Lo sa solo lui, ma di mezzo – ricordiamocelo sempre – c’è l’elezione nel 2022 del prossimo presidente della Repubblica. Ma non so se questo Conte-bis commissariato dall’Europa durerà fino ad allora…
La mia speranza è che questo governo dell’immobilismo sparisca entro un anno, ma affinché succeda ci vuole una Lega ancora più forte e vittoriosa in Umbria e soprattutto Emilia Romagna.

Ecco, a proposito di Lega: i giallorossi hanno fatto saltare la Flat Tax. Non sarebbe stato proprio quello choc fiscale che aspettiamo da anni, per non dire decenni?
Assolutamente sì. Penso che la Flat Tax sia proprio una di quelle riforme utili per il Paese. Innanzitutto, ridurre la progressività della tassazione sul reddito si fa con una “tassa piatta”, secondo me al 20/21%. E invece ora l’hanno mandata in soffitta a prendere la polvere…

Quali altri provvedimenti dovrebbe fare qualsiasi governo per dare un futuro all’Italia?
Oltra alla rivoluzione fiscale con una bella Flat Tax, io eliminerei l’imposta di registro che colpisce il trasferimento della ricchezza e la compravendita di immobili. Sarebbe anche prioritario evitare che le banche popolari spariscano, per colpa di quell’invenzione di Renzi per cui le popolari sono un male da estirpare. Inoltre fare anche in modo che i gruppi multinazionali, anche italiani, siano tassati in Italia: così si recupera molto gettito e si aiuta una sana concorrenza di mercato. Ultimo, ma non per importanza andrebbe ovviamente e subitamente abolito il reddito di cittadinanza: un’invenzione assurda dei 5stelle che ci fa sprecare una montagna di soldi.

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