Pages Menu
TwitterRssFacebook

DEFINIZIONI

RIFORME

MONITORAGGIO

ATTUALITÀ

Che cos’è il debito pubblico

Il deficit si crea quando in un anno si spende più di quanto si incassa. Il debito è la somma di tutti i deficit annuali

Pressione fiscale

Prelievo fiscale medio sul reddito dei cittadini

Riforma sul patrimonio

Valorizzare immobili e partecipazioni finanziarie e venderne una parte per fare cassa e diminuire il debito pubblico

Riforma sulle partecipate

Ridurre il numero da 8.000 a 1.000. Risparmiare almeno 3 miliardi di sprechi

Derivati: cosa sono e come li usa lo stato

Da strumenti di protezione a strumenti di distruzione. Una bomba ad orologeria con 42 miliardi di perdite

Accise: il bancomat dello stato. E il cittadino paga

Le tasse sulla benzina: per ogni litro di carburante più di 1 euro se li prende lo Stato

Perché dobbiamo stare attenti alla Grecia

Il debito greco con l’Italia è cresciuto del 500% in 5 anni. L’Italia ha prestato 61,2 miliardi di euro

Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il ott 1, 2019 in Attualità, Primo Piano | 0 commenti

Basta con le “gretinate” sul clima

Basta con le “gretinate” sul clima

“How dare you?”. La paladina dell’ambientalismo mondiale Greta Thunberg ne ha avute per tutti nel suo intervento alle Nazioni Unite per il Climate Summit di New York, condito da lacrimoni agli occhi e toni teatrali: “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa e tutti noi continuiamo a parlare di soldi e a dirci favole che ci raccontano della crisi economica. Come vi permettete?”.

Noi, però, ci permettiamo una cosa. Ci concediamo di raccontare un fatto: il riscaldamento globale non è responsabilità unica dell’uomo. E a dirlo sono tanti scienziati e altrettanti dati scientifici, che andiamo qui a snocciolare. Che la Terra si sia riscaldata di circa un grado (0,9°C per l’esattezza) a partire dal 1850 a oggi è un dato di fatto, una verità scientifica, questa sì. Non esiste invece verità scientifica sui cambiamenti climatici e su cosa, appunto, li abbia provocati.

La teoria mainstream la conosciamo fin troppo bene, ed è quella del riscaldamento globale antropico (Anthropogenic Global Warming Teory-AGWT) che dà la colpa alle emissioni in eccesso di anidride carbonica scaturite dalla combustione fossile massiva. E che usa la giovane scandinava – che scienziata non è – per perorare la sua causa.

Bene, in tutti i modelli AGWT, però, il Sole non fa capolino. Insomma, l’attività solare e i campi magnetici della stella madre non vengono presi sostanzialmente in considerazione come possibili responsabili del riscaldamento del pianeta. “I modelli climatici includono l’attività solare come uno dei forzanti del sistema climatico ma la minimizzano […] Invece il Sole può influenzare il clima”, spiega il fisico dell’atmosfera Nicola Scafetta al Foglio, aprendo gli occhi e a quei tanti che hanno orecchie solo per quel fenomeno di marketing politico di Greta.

Ecco, una piccola parentesi: mentre i media di tutto il mondo erano impegnati a immortalare il discorso dell’attivista svedese all’Onu, cinquecento scienziati (non cinque, né cinquanta, ma cinquecento) hanno firmato una lettera contro l’allarmismo climatico, cercando di far sapere – e, possibilmente, capire – che non vi è alcuna crisi inesorabile, né alcuna emergenza irrimediabile. E che quanto sostiene la 16enne Greta non è basato su alcuna verità scientifica.

E qui Franco Battaglia, professore di Chimica e Fisica all’Università di Modena, è chiarissimo. In un suo intervento sulle colonne del Corriere del Ticino dice una cosa semplice: se il riscaldamento globale sia o meno di origine antropica – cioè causato dall’uomo – è cosa da dimostrare, coi fatti. E i fatti però dicono che l’ipotesi antropica non regge, perché gli stessi modelli climatici (GCM) antropici sul riscaldamento globale 1950-2000, “non sono stati capaci di riprodurre le variazioni climatiche degli ultimi diecimila anni, né il periodo caldo medievale né la piccola era glaciale”.

Dunque, come spiega Battaglia, ecco i fatti: “Alla fine del secolo scorso i GCM avanzarono previsioni di come si sarebbe evoluto il clima del pianeta, previsioni fatte con l’assunzione antropica. Le previsioni dicevano che il clima globale sarebbe aumentato di circa 0,25 gradi per decennio: la temperatura media globale oggi sarebbe dovuta essere di circa 5 decimi di grado in più rispetto al valore del 2000. Ma le misure da satelliti (i fatti) raccontano un’altra storia: le temperature di oggi sono appena 1 decimo di grado in più di 20 anni fa”. In sostanza: nel 1999 dicevano che nel 2019 la temperatura sarebbe salita di 0,5°C e invece è salita appena di 0,1°C, mantenendosi stabile. Un successo, visto che la Terra è un pianeta in cui il clima non è mai stato “stabile”. Però c’è gente amante del catastrofismo che continua a parlare di allarme rosso e di deriva ineluttabile: panzane.

Ma non è tutto, perché Battaglia porta un altro fatto, con la “effe” maiuscola: l’ipotesi antropica prevedeva come suo cavallo di battaglia, che “nella troposfera equatoriale, a circa 10 chilometri da terra, si sarebbe dovuto osservare un riscaldamento triplo rispetto a quello osservato a Terra”. E invece? “Quando furono eseguite le misure satellitari, fu osservato, a 10 km da terra nella troposfera equatoriale, non un aumentato riscaldamento rispetto a quello osservato a Terra, men che meno triplo, ma un rinfrescamento”, spiega infine il professore.

Veniamo al nodo anidride carbonica. Nella missiva dei 500″ribelli” e “dissidenti”, gli scienziati scrivono che la Co2, se vogliamo, fa bene alla natura, accresce la biomassa vegetale del globo e che i suoi effetti negativi sul clima sono stati sovrastimati, per cui attribuire il surriscaldamento di Gaia alle emissioni della sola Co2 è scientificamente cosa avventata.

L’aumento dei gas serra nell’atmosfera provoca sì un riscaldamento, ma infinitamente più basso di quanto viene raccontato e, oltretutto, non in modo così automatico. Negli ultimi 150 anni la Co2 è cresciuta da 300 ppm (parti per milione) a 400 ppm e la temperatura, come detto in precedenza, è salita di 0,9 gradi. Ma l’aumento antropico dell’anidride carbonica non basta, da solo, per provocare l’innalzamento di 0,9 gradi. È stato infatti stimato che i 100pp di Co2 in più hanno alzato il termometro del mondo di circa 0,3°C. E gli altri 0,6? A chi diamo la colpa? I modelli climatici antropici non sanno spiegarlo, ma continuano a raccontare, come un disco rotto, la stessa storia.

Insomma, lo dicono i fatti: l’ipotesi antropica del riscaldamento globale è sbagliata. Con buona pace di Greta e di tutti di “gretini”.

Condividi

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS
  • Print

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito utilizza cookie. Continuando la navigazione se ne autorizza l'uso.
Ulteriori informazioni
Ok
Email
Print