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Scritto da il nov 19, 2018 in Attualità, Primo Piano, Rassegna stampa | 0 commenti

Il Dl Salvini: stretta su sicurezza e immigrazione

Il Dl Salvini: stretta su sicurezza e immigrazione

Mentre la manovra economica deve ancora passare il vaglio della Commissione Europea, in tema di sicurezza e immigrazione, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha ottenuto la fiducia del Parlamento su un decreto legge molto importante e su cui molto aveva puntato in campagna elettorale. Il provvedimento che imprime un deciso giro di vite all’accoglienza degli immigrati e introduce nuove misure di pubblica sicurezza, dal contrasto al terrorismo alla lotta contro le mafie

Mentre i contorni della manovra finanziaria non sono ancora chiari e in attesa di scoprire quale sarà l’accordo fra il governo di Giuseppe Conte e la Commissione Europea sul margine di sforamento concesso all’Italia rispetto ai vincoli Ue, l’esecutivo giallo-verde ha varato un importante provvedimento destinato a cambiare la vita quotidiana di molti cittadini, sia italiani che stranieri: il Decreto legge su sicurezza e immigrazione, fortemente voluto dal ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini.

Si tratta di un provvedimento particolarmente significativo perché riassume al proprio interno molti dei punti programmatici della campagna elettorale della Lega, poi ripresi nel “contratto di governo” stipulato insieme al MoVimento 5 Stelle.

Il decreto, approvato lo scorso 7 novembre dal Senato con 163 e 59 dopo un voto di fiducia, si concentra essenzialmente su tre ambiti: una parte dedicata alle politiche sull’immigrazione; una seconda dedicata più propriamente all’ordine pubblico e alla sicurezza; una terza, infine, consacrata al contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo. Il testo è stato votato dai parlamentari della Lega e del M5s, con l’eccezione di cinque dissidenti grillini. Forza Italia non ha partecipato al voto e i senatori di Fratelli d’Italia si sono astenuti, per segnalare il proprio appoggio a molte delle misure contenute nel decreto Salvini ma senza per questo votare la fiducia a un governo che li vede all’opposizione. Il Partito Democratico, infine, ha votato compatto contro  il Dl Sicurezza.

In attesa che il Parlamento converta in legge il testo licenziato dal governo, vediamo quali sono le principali misure in esso contenute.

  1. Vi si abolisce la protezione umanitaria, una delle forme di protezione internazionale alternative all’asilo politico e alla protezione sussidiaria. Si trattava di un istituto a cui l’Italia ricorreva con molta più generosità di altri Paesi e che ora viene sostituito da un permesso di soggiorno della durata di un anno (la protezione umanitaria scadeva dopo 24 mesi) e revocabile nel caso che il beneficiario faccia ritorno nel Paese d’origine. Il permesso viene concesso solo in sei casi specifici: può ottenerlo, ad esempio, chi corra il rischio di subire violenze domestiche in famiglia o chi si sia reso protagonista di atti di valore civile eccezionali.
  2. Vi si aumenta il numero di reati che comportano la perdita della protezione internazionale in caso di condanna definitiva. Ad esempio, se un rifugiato verrà condannato in via definitiva per spaccio (o violenza sessuale, rapina, resistenza a pubblico ufficiale e altre fattispecie di reato) egli perderà anche il proprio status di titolare di protezione internazionale.
  3. Vi si raddoppia il tempo di permanenza massimo possibile all’interno dei Centri per il rimpatrio (Cpr): in questo caso l’obiettivo è quello di ridurre il numero di stranieri che dovrebbero essere rimpatriati nel proprio Stato d’origine e invece girano liberamente facendo spesso perdere le proprie tracce.
  4. Vi si introduce un giro di vite sul sistema di accoglienza: di fatto è smantellato il sistema di accoglienza diffuso sui territori, lo Sprar. Il governo torna a centralizzare la gestione dell’accoglienza dando maggiore peso ai Centri di accoglienza speciale (Cas) e ai Centri di accoglienza per i richiedenti asilo (Cara)
  5. Vi si raddoppia anche il tempo per concedere la cittadinanza per matrimonio o per residenza: dai 2 anni attuali si passerà a 4 anni.

    Nel decreto Salvini, come detto, sono inoltre contenute diverse nuove norme antiterrorismo. Queste nuove disposizioni sono poi integrate da quelle pensate contro la criminalità organizzata. Vediamo alcune delle più significative:

    A) Titolari e gestori dei servizi di noleggio di furgoni o camion dovranno segnalare all’autorità ogni richiesta di noleggio ricevuta da soggetti pregiudicati per reati specifici o da persone già segnalate all’autorità di polizia. Il timore è che anche in Italia possano verificarsi attentati terroristici del genere di quelli già visti a Nizza, Barcellona, Londra e Berlino, con camion e grossi veicoli lanciati a tutta velocità contro la folla.

    B) I beni confiscati alla mafia, alla camorra e alla n’drangheta potranno essere venduti non più solo ad enti pubblici, fondazioni bancarie ed altre persone giuridiche ma anche a privati.

    C) Si introduce la revoca della cittadinanza per chi viene condannato per reati gravi come il terrorismo o l’eversione contro le Istituzioni democratiche

Infine il nuovo decreto, che dovrebbe essere convertito in legge dello Stato entro 60 giorni dal Parlamento, opera un giro di vite sulle misure a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana in vari ambiti. Fra le disposizioni recentemente introdotte:

  • L’estensione del Daspo urbano (ossia l’allontanamento da un centro comunale) anche a ospedali e alle strutture sanitarie, nel tentativo di contrastare l’ondata di aggressioni a medici ed infermieri da parte di alcuni pazienti.
  • La consegna della pistola elettrica  taser agli agenti dei corpi di Polizia municipali delle città con più di 100mila abitanti, sul modello di quanto già deliberato per gli uomini della Polizia di Stato ormai da alcuni mesi
  • L’imposizione del braccialetto elettronico per gli imputati per reati come stalking o maltrattamenti in famiglia, per consentire un monitoraggio continuativo anche prima della sentenza e in assenza di altre misure cautelari efficaci
  • L’introduzione di pene più aspre per chi occupa abusivamente gli immobili. In questo senso il ministro Salvini ha anche annunciato di avere intenzione di ricorrere con più frequenza agli sgomberi di polizia.

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