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Che cos’è il debito pubblico

Il deficit si crea quando in un anno si spende più di quanto si incassa. Il debito è la somma di tutti i deficit annuali

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Da strumenti di protezione a strumenti di distruzione. Una bomba ad orologeria con 42 miliardi di perdite

Accise: il bancomat dello stato. E il cittadino paga

Le tasse sulla benzina: per ogni litro di carburante più di 1 euro se li prende lo Stato

Perché dobbiamo stare attenti alla Grecia

Il debito greco con l’Italia è cresciuto del 500% in 5 anni. L’Italia ha prestato 61,2 miliardi di euro

Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il mag 4, 2018 in Fisco, Monitoraggio, Primo Piano | 0 commenti

Il Leviatano più vorace che mai: record di prelievo fiscale

Il Leviatano più vorace che mai: record di prelievo fiscale

I dati dell’Istat svelano che il gettito fiscale è più alto che mai ma il governo ci ha ripetuto per mesi che la pressione fiscale continuava a calare: com’è possibile? Il trucco è presto svelato: la pressione è calcolata in base al Pil, che è cresciuto ma in misura insufficiente a tenere sotto controllo il debito e ad abbattere il prelievo in tasse e contributi. Ma questo preferiscono non dircelo

 

Lo Stato italiano incassa cifre di denaro senza precedenti da tasse e contributi ma secondo i dati dell’Istat commentati a gennaio dal governo uscente, la pressione fiscale diminuisce. Com’è possibile?

Il dossier dell’Istat sul conto trimestrale delle pubbliche amministrazioni relativo all’ultimo trimestre del 2017 svela che la macchina statale fa segnare un record di gettito fiscale, che nell’anno scorso è arrivato a poco meno di 728,9 miliardi di euro, in crescita di oltre quattro punti percentuali rispetto al 2013. Crescono sia le imposte dirette, passate da 240,9 miliardi a 250,5 miliardi, sia quelle indirette, salite da 239,8 miliardi a 249,9 miliardi.

Aumentano anche i contributi sociali, mentre le uniche a scendere sono le imposte in conto capitale, che fanno segnare un drammatico -46,5%.

Nel complesso, però, il tesoro del Leviatano è più ricco e grasso che mai.

Com’è allora possibile che dai palazzi del governo ci venga ripetuto, dati Istat alla mano, che la pressione fiscale è in calo da anni (anche se, forse, non molti se ne sono accorti)?

Il trucco presto è presto svelato: negli ultimi cinque anni la pressione fiscale è effettivamente passata dal 43,6% al 42,5% ma troppo spesso ci si dimentica di chiedersi di che cosa siano percentuali queste cifre. Il dato della pressione fiscale infatti è sempre calcolato in rapporto  al Pil, che in questi anni – come mostra questa tabella Istat – è cresciuto da 1604 miliardi a quasi 1717 miliardi, per un aumento pari a sette punti percentuali.

CDLC1

 

Le tasse sono dunque cresciute, nonostante la crescita del Pil sia stata, in proporzione, superiore. Peccato che dai banchi del governo il record di rapacità dello Stato non lo ricordi mai nessuno.

Ma potrebbe trattarsi, in fin dei conti, di una (non) banale omissione in chiave elettorale. A preoccupare davvero è l’incrocio dei dati sull’aumento record del gettito con quelli del debito pubblico che dal 2013 al 2017 è passato da 2070,2 miliardi a 2263 miliardi, aumentando di 9,3 punti percentuali. Anche in questo caso il corrispondente aumento del Pil non è riuscito a frenare l’esplosione del debito, ormai ampiamente fuori controllo. Anche dal fronte del deficit, che pure è in calo, non arrivano buone notizie: l’anno scorso è stato di 39 miliardi.

CDLC2

La crescita del Pil, insomma, non riesce né a contrastare la crescita del debito, se non in minima parte, né ad abbattere la mole di denari che ogni anno lo Stato ci chiede. E sì che, come questo sito aveva chiarito da tempo, il taglio delle tasse è una delle esigenze più pressanti per la maggior parte degli italiani. (http://www.capiredavverolacrisi.com/meno-tasse-meno-tasse-meno-tasse-la-sana-ossessione-degli-italiani/)

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