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Scritto da il apr 8, 2018 in Attualità, Definizioni economiche, Fisco, Primo Piano | 0 commenti

La flat tax spiegata dal suo ideologo, il leghista Armando Siri

La flat tax spiegata dal suo ideologo, il leghista Armando Siri

Nei giorni cruciali delle consultazioni, Capiredavverolacrisi intervista l’ideologo della flat tax, la principale proposta economica di uno dei partiti usciti vincitori dalle urne: la Lega. Il neo senatore Armando Siri ci spiega come funziona la “tassa piatta”, quali sarebbero le coperture, come verranno modificate anche le imposte indirette, qual è il rapporto con il reddito di cittadinanza proposto dai Cinque Stelle

Nell’annuario parlamentare noto come “Navicella” il nome di Armando Siri è scritto con l’inchiostro ancora fresco che già il senatore leghista è indicato come uno degli uomini decisivi per questo inizio legislatura.

Conosciuto come “l’ideologo della flat tax”, Siri è uno dei principali consiglieri economici di Matteo Salvini, fra le firme di maggior peso fra quelle in calce al programma del Carroccio.
Alla vigilia delle prime consultazioni al Quirinale, “Capire davvero la crisi” lo ha contattato per scandagliare una delle proposte che con maggiori probabilità potrebbero segnare le politiche economiche del prossimo esecutivo.

Senatore Siri, la flat tax è diventata in breve tempo una bandiera di tutta una fetta di elettorato: perché?

“Perché finalmente c’è la proposta di una cura risolutiva – e non palliativa – per la crisi. La flat tax è l’antibiotico che risolve la malattia. La malattia si chiama deflazione, stagnazione, mancanza di domanda interna.

Sino ad oggi questa malattia è stata curata con dei sintomatici, che significa voler curare un malato di polmonite che ha la febbre a 40 con la tachipirina. Cioè con gli 80 euro, con il Jobs act, le cosiddette politiche attive per il lavoro… ”

Perché è proprio questa  la cura decisiva?

“Perché nel circuito della domanda serve l’energia necessaria per poter ristabilire i parametri pre-crisi.Abbiamo bisogno di rafforzare il sistema immunitario dell’economia italiana. Questo lo si ottiene se il sangue, che per l’economia è il denaro, torna a circolare nel sistema. Con la flat tax mettiamo 48 miliardi di euro nelle tasche delle famiglie e 15 miliardi nelle casse delle imprese.

Una carica di adrenalina per fare ripartire i consumi, la produzione e soprattutto il lavoro che è lo scopo finale del provvedimento.”

Ambizioso: ma le coperture?

“Le coperture in parte emergono naturalmente grazie a un circolo virtuoso e in parte le abbiamo indicate come una tantum.  Se dei 48 miliardi resi alle famiglie, anche solo 24 andranno in consumi, abbiamo già ad esempio un aumento dell’Iva di oltre 5 miliardi. Abbiamo poi calcolato che 1,5 miliardi di euro deriverebbero dal gettito delle imposte dei nuovi lavoratori perché lo stimolo all’occupazione trasforma chi oggi è assistito in contribuente, potremo contare anche su 1,3 miliardi di imposte indirette ad esempio, se uno finalmente con la spinta del Pil costruisce un capannone che voleva costruire da anni, avvia un’attività pagando gli oneri di urbanizzazione, la tassa di registro… Poi prevediamo un’entrata di 60 miliardi in due anni grazie alla “pace fiscale” ovvero il saldo e stralcio degli incagli dei contribuenti presso Equitalia.“

In molti però sostengono che una tassa “piatta”, uguale per tutti, non rispetterebbe il principio costituzionale della progressività delle imposte…

“Non ci sarebbe bisogno di una revisione della Costituzione perché comunque sono previsti vari scaglioni con deduzioni progressive per cui il miliardario non pagherebbe come l’operaio.

La flat tax sostituirebbe Irpef ed Ires: e le altre imposte?

“Dopo i primi tre anni faremmo il punto della situazione con l’obiettivo di agire poi sull’Irap e sulle addizionali ed eventualmente, dopo cinque anni, anche sull’Iva.”

Una delle obiezioni alla flat tax è che essa è in vigore in Paesi con sistemi fiscali e economie molto diverse da quella italiana

“Si deve capire cosa vuol dire economie diverse. Si intende stato sociale? Si intende Pil? Si intende indebitamento? La Russia ha lo stesso Pil dell’Italia, ad esempio. Nei sette Stati europei dove è applicata la flat tax il Pil è a piena cifra con un + davanti. E si parla non dello zero virgola ma del 2/2,5/3…

Ci sono Paesi come la Romania in cui lo stato sociale si sta rafforzando rapidamente, mentre il nostro si sta sgretolando rapidamente. A maggior ragione da noi la flat tax è la risposta giusta per rimetterci in carreggiata”

È emerso uno studio su la voce.info di Massimo Baldini e Leonzio Rizzo che evidenzia come il voto per Lega e 5 stelle coincide esattamente con i segmenti di elettorato che beneficerebbero rispettivamente da flat tax e reddito di cittadinanza. Ma allora la flat tax funziona bene anche al Sud?

“Sicuramente. Decine di bravissimi imprenditori meridionali hanno imprese all’avanguardia, vogliono stare sul mercato ma sono penalizzati. Penalizzati dalla mancanza di infrastrutture ma anche, come quelle del Nord, da  un fisco e una burocrazia pressanti. Anche iI Sud produttivo chiede una riduzione del carico fiscale e una semplificazione.”

E come mai hanno votato in massa per il reddito di cittadinanza?

“Perché comunque purtroppo il comparto produttivo è ancora debole al Sud. Noi dobbiamo rafforzarlo. La densità di impresa e di aziende del Nord al Sud non c’è. Ma là dove c’è è stata scelta la flat tax: in Puglia, in Sicilia, nel Lazio, in Abruzzo, nel centro. Più alta è la densità produttiva nella morfologia del Paese, più il voto verso la flat tax è stato netto. E’ ovvio che se sono disoccupato  la mia priorità non è pagare meno tasse sul reddito se il reddito non lo ho. Il problema è creare le condizioni perché ci sia il lavoro.”

Come si risolve questa chimera del governo? All’indomani del voto lei non sembrava molto per andare coi 5 stelle

“Ma non è che io non sia per andare coi Cinque Stelle. Io sono per avere un governo che non mortifichi le aspettative dei cittadini italiani, dei nostri elettori. Mi auguro che ci sia la responsabilità di tutte le forze politiche per trovare una sintesi che non mortifichi il voto degli elettori”

E fuor di metafora come si può trovare questa sintesi?

“Sicuramente facendo una riforma fiscale che comprenda la flat tax e trovando una formula che io ho proposto, che è il reddito al lavoro, un po’ diversa dalla proposta dei 5 stelle perché non è un provvedimento assistenziale ma un provvedimento che funziona sotto forma di prestito e che risolve il problema di fornire un reddito a chi in questo momento si trova in difficoltà perché si trova al di fuori del sistema del lavoro.”

Politicamente ci sono le condizioni perché i 5 Stelle cedano sul reddito di cittadinanza?
“Questo bisognerebbe chiederlo a loro. Quando si vuole trovare  una sintesi ciascuno deve provare a capire se ci sono le condizioni convergenti a metà strada, sennò non è più una sintesi.”

Ci sono stati dei contatti?

“Al momento ci sono contatti di carattere politico generale e li tiene il segretario. Poi nel momento in cui la cornice di politica generale è stata risolta, se sarà risolta, allora si andrà nello specifico.”

Anche perché all’interno della coalizione la flat tax era uno dei punti forti che univa..

“Faremo del nostro meglio, ci impegneremo per conservare il lavoro fatto. Come chiedono gli elettori.”

 

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