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Scritto da il dic 22, 2019 in Attualità, Europa e Euro, Primo Piano | 0 commenti

Le bugie del mainstream su BoJo e Brexit

Le bugie del mainstream su BoJo e Brexit

Ci hanno provato fino alla fine. Per mesi, anzi anni, hanno ci sono venuti a raccontare che, in verità (la loro “verità”) la maggioranza dei cittadini della Gran Bretagna fosse contro la Brexit, sostenendo che il verdetto del referendum del 2016 sulla permanenza del Regno Unito in Europa, fosse in realtà un errore commesso per approssimazione, menefreghismo, sbadataggine…

Poi cosa è successo? È successo che, finalmente, l’isola è andata alle urne per le elezioni generali e il Partito Conservatore di Boris Johnson ha asfaltato quello Laburista. I Tories hanno preso il 43,6% dei voti e 365 seggi su 650, contro il 32,1% e appena 202 seggi di Jeremy Corbyn, capace di portare i laburisti ai minimi storici dal 1935 a questa parte.

Ecco, c’è da mettersi le mani fra i capelli se pensiamo alla miriade di sondaggi che numerosi media italiani (e non solo) hanno pubblicato da diverso tempo a questa parte. E fino alla vigilia della tornata elettorale. Con lo scopo, ovvio, contenere la forza stra-bordante di BoJo. Noti e importanti giornali italiani, per esempio, fino al giorno prima del voto oltre Manica, hanno scritto compulsivamente la bugia della rimonta di Corbyn, di un possibile testa a testa.

E come dimenticare tutta la propaganda a favore del “Remain” di questi ultimi trentasei mesi, come se il risultato del 23 giugno 2016 non rispettasse la volontà del popolo britannico. Insomma, non basterebbero le dita delle mani per contare le volte in cui abbiamo letto o sentito del progetto di istituire un nuovo referendum per bloccare la Brexit. Quella Brexit votata convintamente.

E allora è successo che il popolo della Regina Elisabetta è andare a votare con rinnovata convinzione per Boris Johnson, promotore della Brexit, e descritto come un pittoresco matto, un clown dal mainstream pro Ue, sempre e comunque

Per mesi, anzi anni, ci hanno provato in tutti i modi e in tutte le salse. Se ci pensiamo bene, quello che è successo in United Kingdom è lo stesso di ciò che è accaduto nel 2016 negli Stati Uniti d’America, dove la corsa alla Casa Bianca di Donald Trump fu ostacolata con qualsiasi mezzo e mezzuccio. Poi il tycoon sconfisse Hillary Clinton, facendo ingoiare un boccone amaro-amarissimo a tutti i suoi detrattori. Che continuano, in ogni modo, a boicottarlo…

Insomma, come successo in Usa, anche i Gran Bretagna la popolazione elettrice è stata brava perché è riuscita a votare con la propria testa, senza seguire pedissequamente la logica e gli interessi delle élite. E così in Regno Unito ha stravinto Boris Johnson e ha stravinto la Brexit, nonostante una narrazione mendace: il voto popolare del 12 dicembre ha confermato la voglia di dire addio all’Unione Europea dopo logorante n tira e molla durato tre anni.

Ora Boris Johnson, forte di un mandato solidissimo, è stato incaricato dagli inglesi di portare il Paese fuori dall’Ue. E di farlo, se possibile, “as soon as possible” (giusto per dirlo in lingua inglese…), senza ulteriori rinvii e procrastinamenti.

Dal momento che in tanti non vogliono – o non riescono – proprio ad ammetterlo, il trionfo di BoJo è uno schiaffo all’establishment sempre più arroccato nei palazzi, e sempre più lontano dalle piazze e dalla pancia del popolo.

Ah, un appunto finale. Dove è andato a finire tutto quell’allarmismo finanziario in ottica Brexit? Ve lo diciamo noi: nel dimenticatoio. Già, la Brexit non spaventa affatto gli investitori e la Sterlina viaggia spedita. Per la gioia del popolo britannico.

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