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DEFINIZIONI

RIFORME

MONITORAGGIO

ATTUALITÀ

Che cos’è il debito pubblico

Il deficit si crea quando in un anno si spende più di quanto si incassa. Il debito è la somma di tutti i deficit annuali

Pressione fiscale

Prelievo fiscale medio sul reddito dei cittadini

Riforma sul patrimonio

Valorizzare immobili e partecipazioni finanziarie e venderne una parte per fare cassa e diminuire il debito pubblico

Riforma sulle partecipate

Ridurre il numero da 8.000 a 1.000. Risparmiare almeno 3 miliardi di sprechi

Derivati: cosa sono e come li usa lo stato

Da strumenti di protezione a strumenti di distruzione. Una bomba ad orologeria con 42 miliardi di perdite

Accise: il bancomat dello stato. E il cittadino paga

Le tasse sulla benzina: per ogni litro di carburante più di 1 euro se li prende lo Stato

Perché dobbiamo stare attenti alla Grecia

Il debito greco con l’Italia è cresciuto del 500% in 5 anni. L’Italia ha prestato 61,2 miliardi di euro

Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Perché questo sito

Capire davvero la crisi. Perché solo se si capiscono le cause del drammatico periodo economico che l’Italia vive da qualche anno, sarà possibile gettare le basi per migliorare il Paese e per uscire dal magma di illusioni, false speranze, talvolta inganni, che paralizzano l’azione politica.

Questo sito è nato in un momento decisivo della storia italiana, a circa due mesi dalle elezioni politiche del febbraio 2013, che non è esagerato considerare “la madre di tutte le battaglie”. Noi siamo convinti che solo informando compiutamente i cittadini sui veri dati della gestione della Stato italiano e su quali siano le riforme necessarie per rimettere in carreggiata l’Italia, gli elettori potranno scegliere i partiti e i candidati che meritano davvero la loro fiducia.

Il nostro orientamento è liberale, autenticamente liberale, ma nello spirito di chi, come Einaudi, era mosso da saggezza e senso di responsabilità; dunque siamo contro i monopoli, pubblici e privati, contro le lobby che condizionano la democrazia, contro le aberrazioni di un certo capitalismo.

Quali siano le riforme necessarie ormai è chiaro: bisogna abbattere il debito, il che è possibile solo tagliando la spesa pubblica. Occorre rilanciare la crescita economica, dunque è necessario diminuire le tasse. ma le tasse si possono ridurre solo avendo meno spesa e meno debito. Privatizzare è un bene, ma solo se non si creano monopoli privati al posto di quelli pubblici e tenendo presente gli interessi della comunità. Oggi non si può capire il mondo se non si spiegano le responsabilità e l’ingiustificato potere ricattatorio delle grandi banche e se non si apre un dibattito finalmente aperto e sincero su un concetto che la maggior parte degli italiani non conosce, il signoraggio monetario, ovvero spiegando come viene emessa la moneta, con quali costi reali, con quali conseguenze sul debito, chi ci guadagna davvero. Non è possibile risolvere i problemi dell’Italia  se non si analizzano gli effetti dell’euro sull’economia nazionale, sulle imprese, sul tenore di vita dei cittadini e le prospettive future per tutti noi. Non c’è vera giustizia se non si risolve l’assoluta e assurda supremazia della finanza su tutti gli altri settori dell’economia, a cominciare dall’industria. Tutto è collegato e le soluzioni devono essere coordinate, complessive, sincere negli intenti e chiare nelle misure correttive.

Ma se il cittadino non capisce la posta in gioco, non può valutare la credibilità dei programmi elettorali e dunque non può esprimere in modo davvero utile il proprio voto. In questo sito troverà una serie di informazioni oggettive, credibili, che gli permetteranno di giudicare se le promesse di chi vuole essere eletto sono serie e fattibili. È preoccupante vedere come, in piena campagna elettorale, nessuno dei partiti, tanto meno la coalizione di Mario Monti, abbia preso impegni concreti nel tempo, su come e quando e di quanto taglierà i costi e quindi le tasse, e che, di conseguenza, gli italiani rischino ancora di cadere nella solita trappola, quella di riporre le  speranze di rinnovamento e  di vita migliore in persone che fanno discussioni di ore in televisione, parlando del nulla, solo di polemiche, senza costrutto. La conseguenza sarà che, chiunque sarà eletto, riprenderà la gestione senza impegni precisi e col solo vero obbiettivo di portare avanti la situazione attuale, salvare la burocrazia e la spesa statale, il carrozzone  che tanto dà a pochi burocrati e politici e che tutto toglie ai molti cittadini, che non hanno più un futuro. Ebbene, questo non deve più succedere, stavolta o si vota per dei programmi seri o non si vota. Indipendentemente  che si tratti di partiti di destra o di sinistra o di centro, essi devono darci un buon motivo per sceglierli.
Per questa ragione, passate le elezioni, li controlleremo e verificheremo che le promesse non vengano disattese. Dopo il voto, il sito proseguirà nell’opera di analisi, spiegazione e critica dei problemi economici ma svolgerà anche un ruolo di monitoraggio e di denuncia.
Sempre in un’ottica liberale e senza avere alcun interesse personale da difendere, ripromettendoci di contribuire ad aprire la mente ai lettori, a chiarire concetti che vengono ripetuti dai media ma mai spiegati davvero e dunque mai compresi, a far crescere spirito civico con la speranza che sia possibile un’Italia in cui ai partiti non sia più concesso di ingannare a cuor leggero i cittadini.

Alberto Siccardi, imprenditore

Marcello Foa, giornalista e docente universitario

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