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Scritto da il giu 27, 2016 in Attualità, Primo Piano, Rassegna stampa | 0 commenti

Regno Unito, tempo di verifiche

Regno Unito, tempo di verifiche

 Riproponiamo un articolo del fondatore di “Capiredavverolacrisi”, Alberto Siccardi, sulle prospettive e le opportunit del Brexit, senza cedere a trionfalismi o panico: è tempo di “vedere”, come si fa a poker. Ma senza dimenticare che, quando il popolo vota democraticamente, la sua volontà va sempre rispettata. L’articolo è comparso oggi anche su alcuni organi di stampa della Svizzera italiana

Dopo l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea comincia un periodo nel quale potremo finalmente verificare se i disastri previsti dai media per quel Paese si avvereranno e in quale misura.

Ne abbiamo sentite di tutte, il mondo finanziario sconvolto, la disoccupazione incalzante, intralci nelle esportazioni e nei commerci in generale, con dazi in entrambi i sensi, economia mondiale in caduta verticale e isolamento politico per gli inglesi. E ogni giorno, per tutto il giorno, radio e televisioni accompagnano i giornali, e insieme aggiungono nuovi dettagli al disastro che sta arrivando. Al di là del timore che anche solo una parte dei cattivi presagi trovi conferma nei fatti, timore che sarebbe irragionevole scacciare con aria di sufficienza, noi svizzeri dobbiamo vedere questo martellamento minaccioso non come una cosa nuova. Da anni siamo infatti invitati periodicamente a cambiare opinione sull’Unione Europea e ad unirci ad essa, e chi lo fa usa le stesse terribili previsioni che in questi giorni i “poteri forti” usano col Regno Unito.

È giunto quindi il momento di “vedere”, nel senso del gioco del poker quando si scoprono le carte, e aspettare quanto peggio staremo tutti e con noi quei cattivoni di inglesi che hanno votato per uscire dalla UE. Anche perché non abbiamo scelta. Ma siamo ansiosi di vedere finalmente se le minacce sono fondate, se Junker ha veramente le armi per “farla pagare” ad un popolo che non vuole stare in una comunità che lui stesso ha contribuito creare vuota di significati e di qualsivoglia utilità politica, oltre che deficitaria economicamente.
Noi svizzeri, appunto, sappiamo cosa vuol dire essere minacciati e ricattati solo perché abbiamo voluto, e continuiamo a volere, essere indipendenti e liberi. E, guarda caso, economicamente e politicamente efficaci, con le migliori istituzioni al mondo, invidiate da tutti.
In Inghilterra si parla di diventare una seconda Svizzera!

I casi sono almeno due, entrambi significativi per noi e per gli aderenti alla UE.

Se Junker, o chi per lui, riesce a mettere in ginocchio il Regno Unito con dazi, provvedimenti economici e politici, allora sarà chiaro il suo potere ricattatorio enorme verso chi non diventa schiavo di un gruppo di potere smisurato ma fine a sé stesso, che ha scontentato la maggioranza dei suoi aderenti, tradendo gli obiettivi iniziali di un’Europa geopoliticamente necessaria, ma ancora tutta da fare. E le conseguenze di questa consapevolezza generale sarebbero letali per il futuro dell’UE, la gente non tollera queste imposizioni, specie da chi essa disprezza profondamente.

Se invece, come speriamo, lo UK prenderà il suo posto in Europa nell’Area Economica Europea (già Spazio Economico Europeo) e i commerci e le politiche si assesteranno in tempi brevi, qualche mese, allora si ricomincerà a considerare un Popolo padrone di aderire o anche solo di collaborare con i gruppi di nazioni che si vorranno liberamente formare. Ma seguendo programmi che dovranno essere fatti e realizzati, come le politiche di difesa, quelle sull’immigrazione, quelle economiche e monetarie. Tutto naturalmente nel rispetto dei diritti delle genti, senza ruggiti di leoni sdentati come i dirigenti europei.

Le nazioni libere sono fiorenti, per questo vogliono rimanere tali. E dispiace molto leggere in questi giorni dei larvati attacchi alla democrazia diretta, colpevole di essere abusata o usata per argomenti frivoli, troppo facile da esercitare, con troppe poche firme da raccogliere per un referendum o un’iniziativa popolare.

È evidente che essa invece è la responsabile del nostro buon governo, dove previene le malversazioni e gli sprechi che caratterizzano proprio l’Europa, dove le gente ce la invidia.

Paradossalmente, proprio grazie alla democrazia diretta oggi c’è in Inghilterra chi vorrebbe rivotare. Come la mettiamo? Eccesso di libertà? Vogliamo poter esprimere la nostra volontà di cittadini quando è momento importante per farlo o no?

Se lo vogliamo, accettiamo anche qualche piccolo difetto del nostro sistema, ammesso che ci sia, e viviamo questo momento europeo fieri di avere le armi istituzionali per difenderci, sia al nostro interno che verso l’esterno, quando qualcuno prova a metterci sotto.

Senza paura, qualunque cosa succeda al Regno Unito dopo questo suo atto di libertà. Nei prossimi mesi impareremo tante cose, si scriverà una pagina di storia del nostro continente.

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