Pages Menu
TwitterRssFacebook

DEFINIZIONI

RIFORME

MONITORAGGIO

ATTUALITÀ

Che cos’è il debito pubblico

Il deficit si crea quando in un anno si spende più di quanto si incassa. Il debito è la somma di tutti i deficit annuali

Pressione fiscale

Prelievo fiscale medio sul reddito dei cittadini

Riforma sul patrimonio

Valorizzare immobili e partecipazioni finanziarie e venderne una parte per fare cassa e diminuire il debito pubblico

Riforma sulle partecipate

Ridurre il numero da 8.000 a 1.000. Risparmiare almeno 3 miliardi di sprechi

Derivati: cosa sono e come li usa lo stato

Da strumenti di protezione a strumenti di distruzione. Una bomba ad orologeria con 42 miliardi di perdite

Accise: il bancomat dello stato. E il cittadino paga

Le tasse sulla benzina: per ogni litro di carburante più di 1 euro se li prende lo Stato

Perché dobbiamo stare attenti alla Grecia

Il debito greco con l’Italia è cresciuto del 500% in 5 anni. L’Italia ha prestato 61,2 miliardi di euro

Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il mag 10, 2016 in Debito e spesa pubblica, Primo Piano, Rassegna stampa | 0 commenti

Tagliare la spesa: il core business di “Capire davvero la crisi”

Tagliare la spesa: il core business di “Capire davvero la crisi”

“A Capire davvero la crisi piace parlare chiaro. Per questo vi abbiamo detto, fin dai nostri esordi, che uno degli obiettivi di questo sito sarebbe stato quello di lottare contro gli sprechi innanzitutto abbattendo, ove possibile, la spesa pubblica.

Nel tempo abbiamo raccolto numerose denunce di denaro pubblico buttato al vento per scopi elettorali o propagandistici, così come abbiamo presentato proposte per efficientare la macchina dello Stato attraverso la rimodulazione della spesa stessa. Vi presentiamo una breve rassegna dei contributi più recenti, per ribadire e sottolineare una delle battaglie che contribuiscono a formare la nostra identità.”

Che l’Italia non fosse un Paese amante del taglio della spesa ci è sempre stato chiaro, come ben risulta dall’infinita serie di commissari alla spending review che inesorabilmente sono costretti a lasciare l’incarico. Abbiamo ripercorso l’infinita serie di commissari, tracciando paragoni con gli altri Paesi europei, meno prodighi di poltrone ma più decisi a “tagliare”.

Dati alla mano, abbiamo esplicitato il nesso fra crescita ipertrofica della spesa e aumento delle tasse, denunciando la scellerata politica dei bonus portata avanti per ragioni propagandistiche dal governo di Matteo Renzi , che continua a irretire gli elettori con mance elettorali dai costi esorbitanti per le casse dello Stato.

Non solo. Non potevamo parlare della ricerca di consenso attraverso i bonus senza menzionare l’assurda decisione di realizzare la manovra quasi interamente in deficit, con buona pace di chi chiedeva di non scaricare le spese di oggi sulle “generazioni del futuro”.

Ma poiché il nostro non è solamente un sito di denuncia abbiamo anche provato a suggerire alcune soluzioni per abbassare concretamente il tetto (di per sé senza fine) alla spesa. Così abbiamo preso a modello gli interventi di David Cameron e Mariano Rajoy, nell’ambito di un confronto con altre economie dell’Unione Europea. Il paragone è stato impietoso: mentre Madrid e Londra sono riuscite a ridurre il rapporto fra deficit e Pil proprio grazie alla spending review, nel nostro Paese la spesa è cresciuta del 10% in un solo anno. E gli effetti sull’economia non tarderanno a farsi sentire, quando già non sono ben visibili.

Infine abbiamo lanciato proposte concrete per snellire e migliorare il funzionamento della Pubblica amministrazione, combattendo l’assenteismo, razionalizzando i costi delle amministrazioni locali con istanze suggerite da casi di cronaca come quello dei dipendenti pubblici infedeli del Comune di Sanremo, dove il 20% degli impiegati della macchina amministrativa è stato arrestato per assenteismo. Ma non è tutto: poiché se da un lato è giusto potare i rami secchi, dall’altro è necessario nutrire la parte sana della pianta, abbiamo provato a raccogliere i suggerimenti per meglio incentivare il lavoro della Pubblica amministrazione. Con incentivi e concorrenza. Perché la spesa pubblica torni ad essere produttiva e non solo una zavorra, per l’economia del contribuente e di tutta la società.

Condividi

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS
  • Print

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito utilizza cookie. Continuando la navigazione se ne autorizza l'uso.
Ulteriori informazioni
Ok
Email
Print