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Che cos’è il debito pubblico

Il deficit si crea quando in un anno si spende più di quanto si incassa. Il debito è la somma di tutti i deficit annuali

Pressione fiscale

Prelievo fiscale medio sul reddito dei cittadini

Riforma sul patrimonio

Valorizzare immobili e partecipazioni finanziarie e venderne una parte per fare cassa e diminuire il debito pubblico

Riforma sulle partecipate

Ridurre il numero da 8.000 a 1.000. Risparmiare almeno 3 miliardi di sprechi

Derivati: cosa sono e come li usa lo stato

Da strumenti di protezione a strumenti di distruzione. Una bomba ad orologeria con 42 miliardi di perdite

Accise: il bancomat dello stato. E il cittadino paga

Le tasse sulla benzina: per ogni litro di carburante più di 1 euro se li prende lo Stato

Perché dobbiamo stare attenti alla Grecia

Il debito greco con l’Italia è cresciuto del 500% in 5 anni. L’Italia ha prestato 61,2 miliardi di euro

Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il dic 16, 2013 in Attualità | 0 commenti

Finanziamento dei partiti: una riforma per controllare gli elettori

Finanziamento dei partiti: una riforma per controllare gli elettori

Grazie a questa riforma, i partiti, semplicemente leggendo la tua dichiarazione dei redditi, vedranno a chi  dai il tuo 2 per mille! E’ come consentire loro di spiare nella cabina elettorale e vedere come voti. Se si voleva evitare questo spionaggio, bastava rendere anonima la scelta, su mezzo informatico separato. Ma evidentemente lo scopo era proprio di consentire lo spionaggio e il condizionamento del voto.

Quindi, se abiti, per esempio, in Toscana o in Emilia-Romagna e vuoi un posto di lavoro o semplicemente evitare guai con la pubblica amministrazione, adesso sei costretto a dare il 2 per mille a un preciso partito politico. E guai a te se lo dai a un partito sgradito! Un ottimo modo per  stabilizzare il potere dei partiti sulla società, davvero, e non soltanto le loro rendite.

Altro che “adesso il potere è tutto degli elettori”, come ha dichiarato Letta, altro che “protagonismo dei cittadini” annunciato da Alfano: adesso la casta ha più controllo che mai sugli elettori.  Ecco perché questa riforma è furba, orwellianamente furba. Non perché una riforma simile era già disegno di legge in attesa di voto, e col decreto di legge Letta si sono allungati di tempi e si è reso altresì possibile, per la maggioranza, lasciar decadere il decreto legge non convertendolo nei 60 giorni. Non perché, nel migliore dei casi, diverrà operativa fra tre anni. Ma perché rafforza la partitocrazia e toglie libertà ai cittadini.

Ora l’illuminato ideatore di questa geniale riforma sia premiato come gli spetta:  con l’elevazione all’onore del Quirinale!

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