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Scritto da il ott 12, 2020 in Attualità | 0 commenti

Il Covid è tornato e l’Italia si è fatta trovare impreparata: chi ha sbagliato?

Il Covid è tornato e l’Italia si è fatta trovare impreparata: chi ha sbagliato?

L’Italia è ripiombata nell’incubo Covid. Dopo un’estate vissuta con un ritorno alla quasi normalità, la curva epidemiologica è tornata a salire in modo preoccupante. Dopo mesi in cui è stata paventata e pronosticata, la seconda ondata di coronavirus è oggi realtà.

Nonostante fosse attesa e temuta, il Belpaese si è fatto trovare paradossalmente impreparato. E con esso gran parte del Vecchio Continente, dove il Sars-CoV-2 è tornato a impazzare, costringendo alcuni Stati a un nuovo lockdown.

Abbiamo perso tempo e viene da chiedersi perché, con rammarico e rabbia. Con un decreto di cinque mesi fa (datato 19 maggio per l’esattezza) il governo giallorosso stanziava 1,4 miliardi di euro per mettere in sicurezza il sistema sanitario nazionale, riorganizzando la rete ospedaliera nazionale e costruendo nuovi posti nei reparti di terapia intensiva. Quegli stessi reparti che oggi sono tornati e riempirsi e sono a rischio collasso, ancora una volta.

Un dato: a fine 2019 i posti letto in terapia intensiva in Italia erano 5.179. Con lo stanziamento dell’esecutivo ne sarebbero dovuti arrivare altri 3.553, per un totale di 8.732. Ad oggi, invece, i posti non sono più di 6.458. Qualcosa non ha funzionato. E adesso ci ritroviamo dieci regioni dello Stivale in allerta: Lombardia e Liguria (su tutte), seguite da Campania, Abruzzo, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna Toscana, Umbria e Valle d’Aosta.

Com’è possibile? Semplice: il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri si è mosso male e in ritardo.
Il bando da 713 milioni di euro per il potenziamento delle terapie intensive – nonostante il decreto datato 19 maggio – è stato aperto solo a inizio ottobre. Perché tutto questo ritardo? Arcuri dovrebbe spiegarlo.

Nel mentre, un’inchiesta di Domani inchioda il “supercommissario”: per mesi Arcuri non avrebbe portato avanti i piani sanitari regionali, sprecando così tempo prezioso che sarebbe dovuto servire per garantirci migliaia di nuovi posti letto nelle terapie intensive. “Per più di due mesi i piani delle Regioni per riorganizzare gli ospedali sono rimasti a prendere polvere nelle mani della struttura di Arcuri”, scrive il quotidiano di Stefano Feltri. Il diretto interessato, al momento, si trincera dietro al silenzio.

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