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Scritto da il ago 28, 2020 in Attualità, Primo Piano | 0 commenti

La Sicilia si difende dall’invasione: governo e i soliti buonisti urlano allo scandalo

La Sicilia si difende dall’invasione: governo e i soliti buonisti urlano allo scandalo

 

La Sicilia è in ginocchio. Oltre all’emergenza sanitaria causa pandemia di coronavirus – nell’isola la curva dei contagi continua a salire – la solita emergenza migratoria estiva. Come ogni estate, infatti, le coste siciliane sono (state) prese d’assalto dai barconi di migranti. E nelle acque al largo della Libia, facendo rotta proprio verso i porti della regione più a Sud d’Italia, continuano a operare indisturbate le Ong.

Stremata dai flussi migratori, la regione ha reagito: il governatore Nello Musumeci, sostanzialmente abbandonato da Roma (e dall’Europa), ha affrontato la questione di petto, decidendo di chiudere tutti gli hotspot dell’isola. “La Sicilia non può continuare a subire questa invasione di migranti”, ha tuonato il presidente Musumeci, che ha così dato disposizione di trasferire (entro la mezzanotte del 24 agosto) tutti gli immigrati presenti nei centri d’accoglienza del territorio – tramite ponte-aereo – al di fuori dei confini regionali. “Rivendichiamo il diritto di tutelare la salute dei siciliani, dei turisti che si trovano in vacanza e anche di tutte quelle persone che vengono ammassate in hotspot meglio identificate come migranti”, ha spiegato Musumeci. Peraltro, in questi stessi centri di accoglienza si sono registrati – e continuano a registrarsi – casi di immigrati positivi al coronavirus.

Bene, prontamente è arrivata la solita ed ennesima levata di scudi dei buonisti, fan dell’accoglienza indiscriminata sempre e comunque. Anche se si tratta di clandestini. Anche in tempi di Covid-19. Da giugno a oggi in Sicilia sono arrivati migliaia di profughi: non c’è stato un solo giorno senza sbarchi. E, soprattutto, non c’è stato alcun reale e concreto intervento né del governo Conte, né dell’Europa. Non a caso – ed è assai difficile dargli torto – Musumeci se l’è presa sia con i giallorossi sia con l’Ue, dicendo chiaro e tondo che “fanno finta di nulla”. Insomma, qualcuno fa le solite orecchie da mercante…

Oltre al danno, la beffa. Spalleggiato dall’esecutivo, Il ministero dell’Interno, per bocca della responsabile Luciana Lamorgese, ha condannato duramente l’ordinanza del governatore Siciliano, sostenendo che il provvedimento non avrebbe alcun valore, dal momento che – sostiene – solamente il Viminale ha competenza in questo campo. Peccato però che qui l’emergenza sia in primis sanitaria e secondo lo statuto speciale della regione Sicilia, il governatore ha potere decisionali ai fini di garantire l’ordine e la salute pubblica.

Da sinistra, ovviamente, si è sollevato il solito coro: “Musumeci fascista”, “Musumeci razzista”, “Musumeci fomenta l’odio” e chi più ne ha più ne metta. La solita tiritera. In realtà il presidente della Sicilia vuole semplicemente proteggere il proprio territorio dall’invasione selvaggia e difendere la salute dei propri cittadini, soprattutto in tempi di Sars-Cov-2. Gli hotspot dell’isola sono stracolmi – in alcuni casi ospitano un numero di persone dieci volte maggiore rispetto al consentito – e più che in centri di prima accoglienza si sono trasformati in veri e propri focolai, visto l’assembramento perenne che non consente di rispettare il distanziamento e tutte le misure di sicurezza del caso, e che ha portato più di un migrante e darsi alla fuga; in decine, infatti, sono scappati facendo perdere le proprie tracce alle forze dell’ordine.

Non ci vuole certo un genio per capire che queste strutture rappresentino delle vere e proprie bombe sanitarie, pronte a esplodere. E così a pagarne il conto salato sono rischiano di essere i soliti cittadini italiani.

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