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Scritto da il giu 27, 2020 in Attualità, Primo Piano | 0 commenti

Migranti positivi al Covid: oggi più di ieri, mai dare ascolto ai buonisti

Migranti positivi al Covid: oggi più di ieri, mai dare ascolto ai buonisti

C’è qualcosa che in questi mesi strani e diversi causa pandemia di coronavirus non è cambiata. Mentre la vita di tutti i cittadini – italiani e non – si è cristallizzata, per rispettare le misure di contenimento anti Covid-19, nulla è mutato a livello di attività migratoria. Già, perché da gennaio a inizio giugno, giusto per dare un dato che fa da cartina di tornasole, sono sbarcate quasi 5.500 persone sulle coste della Sicilia. Insomma, nemmeno la pandemia è riuscita a rallentare i flussi migratori, che come noto aumentano di volume nel corso dell’estate.

Ecco, ora il problema è duplice. Già in tempo normali l’afflusso di immigrati verso l’Italia è una problematica seria e da risolvere. Ci aveva provato Matteo Salvini con i suoi decreti Sicurezza prima di essere fatto fuori dall’inciucio della scorsa estate tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Adesso in tempi di coronavirus la questione assume ancora più gravità, dal momento che la questione a livello di sicurezza e salute pubblica si eleva al quadrato.

Ne è un esempio la nave Moby Zazà al largo di Porto Empedocle (in provincia di Agrigento), che accoglie a bordo decine e decine di profughi. Bene, alla fine si è scoperto che a bordo ci sono 28 migranti positivi al coronavirus. Queste 28 persone, vere e proprie mine vaganti in ottica Covid, sarebbero sbarcate e avrebbero contagiato chissà quanta gente appena poggiato piede sul territorio italiano.

Fortunatamente, nelle scorse settimane, il governatore Nello Musumeci prese la previdente e sacrosanta decisione di organizzare una nave-quarantena ormeggiata al largo per mantenere in isolamento tutti i migranti in arrivo in Italia. Ovviamente, come spesso e volentieri accade nel Belpaese, la sua (saggia) mossa era stata accolta con un coro di indignazione: “Razzista!”, “Fateli scendere!” e chi più ne ha più ne metta. Insomma, la solita tiritera buonista dei pasdaran dell’immigrazione libera, sempre e comunque. Come se la sicurezza e la salute (soprattutto ora con il coronavirus) siano due cose da niente…

Insomma, sulla Moby Zazà che un vero e proprio focolaio. E la domanda che sorge spontanea è la seguente: cosa sarebbe successo se questi migranti fossero arrivati tranquillamente a terra, come avrebbe voluto qualcun altro? Ricordiamo peraltro come si tratti di immigrati recuperati in mare dalla ong Sea Watch e portati in Italia.

“I ventotto migranti positivi al Covid-19 sono sulla nave in rada, soluzione che con caparbietà abbiamo preteso il 12 aprile scorso dal governo centrale per evitare che si sviluppassero focolai sul territorio dell’Isola, senza poterli circoscrivere e controllare. Oggi si capisce meglio quella nostra richiesta. E chi ha vaneggiato accusandoci quasi di razzismo, oggi si renderà conto che avevamo ragione”, tuona Musumeci, zittendo tutti i buonisti. Salvini gli fa eco: “Sicilia campo profughi d’Europa, complimenti Conte. Mentre il governo pensa di smontare i decreti Sicurezza e spalanca i porti le ong portano in Italia immigrati positivi al Covid-19”. Come dargli torto?

L’estate è appena incominciata e la vera sfida si pone da qui in avanti. Nei giorni scorsi l’intelligente italiana ha infatti dato l’allarme: 20mila persone pronta a salpare dalla Libia verso l’Italia. E guai a farsi trovare impreparati, guai a dare ascolto a chi professa le porte aperte a tutti.

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