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Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il mag 25, 2021 in Attualità, Fisco, Primo Piano | 0 commenti

Ora il partito delle tasse torna alla riscossa

Ora il partito delle tasse torna alla riscossa

 

In tempi di pandemia, emergenza sanitaria e sociale e profonda crisi economica, le priorità del centrosinistra italiano sono ius soli, ddl Zan e patrimoniale. Già, proprio così: dopo un anno e passa da incubo causa coronavirus e proprio quando il Paese, malconcio, cerca di rimettersi in piedi dopo dodici mesi in ginocchio, il Partito Democratico torna alla carica proponendo la mazzata fiscale, nuove tasse per mettere le mani nelle tasche dei cittadini-contribuenti italiani. Una mossa davvero maldestra quella della sinistra tricolore, sempre più scollata – ma non è una novità – dalla vita reale.

Il segretario del Pd Enrico Letta ha preso coraggio e ha esternato la sua “geniale pensata”, una tassa di successione per ridistribuire la ricchezza, creando un fondo a sostegno dei giovani. Gli ha dato manforte il vice del Nazareno, nonché ex ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, secondo il quale “tassare l’1% più ricco, che eredita milioni di euro o li riceve in dono, non è prendere: è restituire alla società”. Convinto lui…
A ruota ecco anche il titolare del ministero della Salute Roberto Speranza, che ha invocato una nuova riforma fiscale basata, in primis, su un’imposta sui patrimoni dei ricchi. Ci chiediamo una cosa, a questo ultimo proposito: Speranza non farebbe bene a preoccuparsi delle questioni pertinenti al suo dicastero?

Entriamo nel merito della questione. Letta mira a colpire i patrimoni sopra il milione di euro con una tassa di successione (ovvero “l’imposta dovuta per il trasferimento della proprietà o di altri diritti nella circostanza in cui un soggetto benefici di un arricchimento patrimoniale mortis causa o a titolo di liberalità”) con l’obiettivo di generare una sorta di dote per i giovani. Nello specifico un assegno di 10mila euro da incassare al compimento della maggiore età per chi appartiene a famiglie con reddito medio/medio-basso (certificato tramite Isee).

Insomma, il Partito Democratico spinge per modificare la tassa di successione con aliquote tanto progressive quanto proporzionali ai patrimoni milionari “ereditati”. “Per la generazione più in crisi, un aiuto concreto per studi, lavoro, casa. Per essere seri va finanziata non a debito (lo ripagherebbero loro) ma chiedendo all’1% più ricco del paese di pagarla con la tassa di successione”, ha spiegato Letta, per corroborare la sua tesi.

Come se non bastasse, appunto, a rincarare la dose ci ha pensato il ministro della Salute. Speranza si è augurato, infatti, una riforma complessiva e organica del sistema fiscale italiano, chiedendo a gran voce una tassa personale e progressiva sul patrimonio posseduto, mobiliare e immobiliare, da aggiungere all’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche).

Fortunatamente, ci ha pensato il premier Mario Draghi a zittirli, rispedendo seccamente al mittente queste strampalate idee, con una frase lapidaria: “Non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli“. Un’uscita, quella del presidente del Consiglio, accolta come una boccata di ossigeno da Lega e Forza Italia (in maggioranza) e Fratelli d’Italia (all’opposizione), oltre che da milioni e milioni di italiani.

Se rincuora la presenza di Draghi a Palazzo Chigi, continua però a preoccupare la presenza – le sparate e le proposte economicamente “assassine” – di questa sinistra all’interno della compagine di governo. Speriamo di non ritrovarci, fra qualche tempo, qualche brutta sorpresa. Perché per come è messo il Paese, ora come ora, ma anche domani e dopodomani, ci mancano solo nuove tasse da pagare. Anche perché, peraltro, avere certa sinistra al governo è già un dazio sufficiente.

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