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Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il mag 24, 2020 in Attualità, Primo Piano | 0 commenti

Poltrone, veti e ricatti incrociati: il governo giallorosso è tutto qua e intanto il Paese muore

Poltrone, veti e ricatti incrociati: il governo giallorosso è tutto qua e intanto il Paese muore

Alla fine la poltrona ad Alfonso Bonafede l’ha salvata assai poco coerentemente Matteo Renzi. E ce lo si aspettava, perché la coerenza, si sa, non è di “casa renziana”, né tantomeno virtù di questa classe politica al potere, di questo sempre traballante governo giallorosso nato in modo innaturale dall’inciucio della scorsa estate pur di fare fuori la Lega e Matteo Salvini.

Alla vigilia del voto in Senato sulla sfiducia al ministro pentastellato della Giustizia solo i politicamente più ingenui potevano pensare che Italia Viva avrebbe detto “sì” alle due mozioni. Un “sì” che avrebbe sfiduciato il Guardasigilli, facendo saltare non solo la sua poltrona in quel di via Arenula, ma l’intero banco innescando una crisi di governo. Ma l’ultima cosa che vuole l’ex rottamatore è una crisi di governo e un’eventuale ritorno alle urne, dal momento che il suo partito è un partitino che i sondaggi danno attorno al 3%, relegato insomma all’irrilevanza.

Nel mentre, il Paese e la sua economia annaspano, messi in ginocchio dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica causa pandemia di coronavirus mal gestita dal Conte-bis: il Pil è crollato, i posti di lavoro si perdono in modo drammatico e i locali e le imprese che hanno tirato giù la serranda in questi mesi si trovano impossibilitati a riaprire, perché falliti o a un passo dal fallimento.

Sempre nel mentre, però, i giallorossi bisticciano tra di loro, as usual. Renzi con l’ennesima piroetta si tiene strette le sue decine di parlamentari e si tiene stretto Giuseppe Conte, per tenersi stretta la poltrona e lo scranno a Palazzo Madama. Ovviamente il salvataggio del titolare della Giustizia è stata scelta politica faticosa e costosa, visto che Renzi ci ha dovuto mettere o meglio perdere la faccia. Ecco perché si dice che abbia chiesto qualcosa in cambio. La stessa Giorgia Meloni ha suggerito che Iv abbia votato “no” alle mozioni di sfiducia a patto di portare a casa la sanatoria degli immigrati e lavoratori irregolari fortemente voluta dal ministro renziano all’Agricoltura Teresa Bellanova, che minacciò persino le dimissioni qualora non fosse arrivato il via libera alla norma. Ma non solo: i renziani avrebbero barattato il voto a Palazzo Madama con ulteriori poltrone, come quelle della presidenza delle Commissioni, a partire da quella Bilancio di Montecitorio; il posto attualmente occupato dalla Lega con Claudio Borghi potrebbe andare al renzianissimo Luigi Marattin. E si è anche parlato di un rimpasto a favore di Italia Viva, con un ministero che potrebbe finire a un’altra fedelissima di Renzi, ovvero Maria Elena Boschi.

In tutto questo, come dicevamo, gli italiani stanno a guardare e soprattutto in questi tempi difficili hanno poco anzi pochissimo interesse per le beghe di potere e i giochi di palazzo, che non servono certamente ad aiutare una popolazione in difficoltà economica per colpa del Covid. E che già in tempi normali non entusiasmano certo l’opinione pubblica.

Agli italiani interesserebbe ben altro, per esempio che la cassa integrazione venga pagata ai lavoratori e che arrivino gli aiuti a imprenditori e autonomi dimenticati dal governo, visto che per esempio il bonus da 600 euro non è per tutti e non può certo bastare. Agli italiani interesserebbe, ecco, che il proprio governo pensasse a come salvare il lavoro e con esso il Paese. E invece gli italiani si ritrovano un esecutivo che si basa su spartizione di poltrone, litigate quotidiane, veti e ricatti incrociati e che dà sempre più la sensazione (e non da adesso) di non avere alcuna visione del futuro dell’Italia, attualmente in balia. In questo totale caos governativo viene ulteriormente da chiedersi se sappiano cosa stiano facendo e quale sia l’idea di Paese di questo governo, sempre che ne abbiano una…

Giuseppe Conte ha dichiarato che il decreto Rilancio, arrivato in colpevole ritardo, pone le basi per la ripresa dell’economia tricolore: staremo a vedere, ma purtroppo ci crediamo poco. Molto poco. E soprattutto ci chiediamo: ma al bene del Paese chi ci pensa? Perché l’impressione è che questo governo riesca a fatica a stare dietro ai propri giochetti di potere, figuriamoci all’Italia.

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