Pages Menu
TwitterRssFacebook

DEFINIZIONI

RIFORME

MONITORAGGIO

ATTUALITÀ

Che cos’è il debito pubblico

Il deficit si crea quando in un anno si spende più di quanto si incassa. Il debito è la somma di tutti i deficit annuali

Pressione fiscale

Prelievo fiscale medio sul reddito dei cittadini

Riforma sul patrimonio

Valorizzare immobili e partecipazioni finanziarie e venderne una parte per fare cassa e diminuire il debito pubblico

Riforma sulle partecipate

Ridurre il numero da 8.000 a 1.000. Risparmiare almeno 3 miliardi di sprechi

Derivati: cosa sono e come li usa lo stato

Da strumenti di protezione a strumenti di distruzione. Una bomba ad orologeria con 42 miliardi di perdite

Accise: il bancomat dello stato. E il cittadino paga

Le tasse sulla benzina: per ogni litro di carburante più di 1 euro se li prende lo Stato

Perché dobbiamo stare attenti alla Grecia

Il debito greco con l’Italia è cresciuto del 500% in 5 anni. L’Italia ha prestato 61,2 miliardi di euro

Editoriale IBL – ILVA: l’esperienza non insegna

Un altro salvataggio di Stato con i soldi dei cittadini. E continua l’agonia

Scritto da il lug 27, 2016 in Attualità, Primo Piano | 0 commenti

Stefano Parisi, speranza per i lib-pop

Stefano Parisi, speranza per i lib-pop

Stefano Parisi si è candidato a leader del centrodestra. Con un programma tutto incentrato sul taglio delle tasse e abbattimento dei costi derivanti dal mancato regime di concorrenza: i temi che, come sottolineato da questo sito, più stanno a cuore agli italiani.

Lo hanno già ribattezzato il movimento “lib-pop:” la nuova proposta politica di Stefano Parisi – sconfitto di misura nella corsa alla poltrona di sindaco di Milano – per il rilancio del centrodestra italiano.

In un’intervista a La Stampa  del 21 luglio scorso, l’ex amministratore delegato di Fastweb ha scoperto le carte candidandosi a guidare una coalizione che da anni fatica a trovare un leader carismatico, pur continuando a raccogliere un’importante fetta di consensi nel Paese.

Nella convention annunciata per settembre (“con l’interesse di Berlusconi”), Parisi promette di candidarsi per ricostruire un’opposizione forte al governo ma al tempo stesso alternativa alle sirene dei Cinque Stelle, già a partire dalla campagna per il “no” al referendum costituzionale.

L’appello per stilare un programma appunto “liberal-popolare”, che guardi all’opinione pubblica “moderata” con un pragmatismo che a molti ricorda “governo del fare” dell’ultimo Berlusconi non è caduto nel vuoto. Le reazioni della politica sono state varie, ma tutti sembrano aver colto la portata dell’annuncio.

Per la prima volta dal 2014 i moderati italiani sembrano aver trovato un leader alternativo a Matteo Salvini (che infatti ha digerito con fastidio la candidatura del “perdente” – così l’ha definito – Parisi).

Al netto dei veleni fra leghisti e lib-pop, la discesa in campo dell’ex city manager di Gabriele Albertini ha attirato l’attenzione di molti e forse troppi liberali che si sentivano orfani. Fra i vari endorsement, spicca quello dell’editorialista del Foglio Renzo Rosati. Che, in un corsivo di venerdì 22 luglio, cita il nostro sito per ricordare come l’ossessione degli italiani per le tasse, recentemente raccontata proprio su queste pagine , per sottolineare le potenzialità di una proposta liberale e liberista come quella avanzata da Parisi.

I sondaggi, puntualizza Rosati, dimostrano come in cima alle priorità degli italiani non vi siano le sorti di trivelle e spiagge in concessioni, intercettazioni, legalità e forse nemmeno la riforma della Carta; piuttosto, le richieste di cambiamento si appuntano su due macro-temi fondamentali. Le tasse e il lavoro.

Purtroppo, registra amareggiato il corsivo del Foglio, nessuna delle forze politiche nazionali – nemmeno gli aspiranti giacobini del Movimento Cinque Stelle – si è dimostrata capace di resistere alle sirene delle varie lobbies. Che, in cambio di pacchetti più o meno cospicui di voti garantiti, pretendono il mantenimento dello status quo a difesa di questa o quella consorteria corporativa. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

Il disegno di legge sulla concorrenza, all’esame del Senato nonostante siano passati ben 500 giorni dal varo da parte del Consiglio dei Ministri, continua a subire rinvii, slittando almeno a settembre ( e stiamo parlando “solo” del primo approdo in Aula).

Una morta gora insomma da cui potrebbe salvarci, prevedono al Foglio, proprio quel Parisi che secondo Giuliano Ferrara “val bene una messa”. Nella squadra dell’ex ad di Fastweb per le comunali di Milano, ad esempio, spicca il nome di Giacomo Lev Mannheimer, fellow dell’Istituto Bruno Leoni e da tempo autore di diversi contributi sul tema della concorrenza di chiara impronta liberista. I lib-pop insomma affilano le armi e si preparano alla partita nazionale.

Il diretto interessato, nel frattempo, si gode gli elogi eccellenti e di fronte agli attacchi furibondi dei leghisti getta acqua sul fuoco: “Non mi interessa demonizzare chi vota diversamente da me – spiega Parisi motivando il proprio “no” al referendum costituzionale – Ma bisogna rilevare che non c’è consapevolezza di quello che si vota”.

Il nodo è tutto politico: Lega Nord e colonnelli forzisti mal digerirebbero un’investitura calata dall’alto, anche se dovesse arrivare direttamente da Arcore. Quel che è certo, però, è che a Milano Parisi ha sfiorato l’impresa proprio in una città dove la tassazione è cresciuta maggiormente negli anni del governo della sinistra.

E con un programma orientato alla soluzione del problema fiscale, i moderati del centrodestra si sono dimostrati in grado di sopravanzare non solo l’alleato leghista, ma persino gli (altrove) arrembanti grillini. Basti pensare che all’ombra della Madonnina Forza Italia ha preso il 22%, contro il 4% di Roma e Torino, mentre i Cinque Stelle si sono fermati al 10% (sotto la Mole avevano raggiunto il 30% e nella Capitale addirittura il 35%). Mica poco, per uno che a gennaio era poco più che uno sconosciuto.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito utilizza cookie. Continuando la navigazione se ne autorizza l'uso.
Ulteriori informazioni
Ok